Con l’aggravante del ritardo infrastrutturale nelle aree in cui si concentra il 65% delle imprese, proprio dove deve attecchire il piano Industria 4.0.
La contromossa del governo di fronte a questo stallo è stata esaminata giovedì dal Cobul (il comitato coordinato da Palazzo Chigi per la diffusione della banda ultralarga): un piano di sostegno alla domanda da circa 1,3 miliardi tra voucher per le imprese e per le famiglie.

Il contributo una tantum per l’allaccio a internet veloce dovrebbe aggirarsi attorno a 10mila euro per azienda, quello per le famiglie dovrebbe essere di 150 euro.

 

LA COPERTURA DELLA BANDA ULTRALARGA NELLE AREE «GRIGIE E NERE»

Consultazione pubblica 2017 su aree grigie e nere. Previsioni di copertura al 2020, dati in milioni di numeri civici. (Fonte: Infratel)

Il ritardo delle «aree grigie»

Lo schema di incentivi alla domanda si riferisce alle zone del Paese che in base alla classificazione europea sono definite “aree grigie”, in cui è presente un unico operatore di rete ed è improbabile che nel prossimo futuro venga installata un’altra rete. Sono quelle, per intenderci, dove si concentrano i due terzi di imprese e distretti industriali e dove, secondo la recente consultazione di Infratel, gli investimenti privati in programma risultano inferiori a quelli che erano stati previsti un anno fa. Al 2020, oltre il 18% di questa porzione del territorio (includendo anche la “aree nere” a più elevata concorrenza) sarà ancora scoperta o al massimo raggiunta con sistemi wireless. Di qui l’intenzione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda di accelerare sul progetto, avviando contemporaneamente con la Commissione europea il negoziato per finanziare anche un intervento dal lato dell’offerta (si veda l’articolo accanto). Entro la pausa di ferragosto si attende la delibera Cipe che darà il via operativo e a quel punto il piano potrebbe essere presentato da Calenda e dal sottosegretario Antonello Giacomelli.

Le risorse e i tempi

A quanto si apprende, il governo starebbe lavorando a un intervento complessivo da oltre 3,5 miliardi. Di questi oltre 2 miliardi sarebbero impiegati per estendere la copertura della rete, circa 1,3 miliardi per i voucher destinati all’adozione del servizio, divisi più o meno in parti uguali tra imprese e famiglie. Le risorse saranno recuperate dal Fondo sviluppo coesione, dal Pon Imprese e Competitività, da eventuali disponibilità delle Regioni e dal recupero di risorse previste per le prime gare Infratel.

Per attivare incentivi alla domanda, va notato, non è necessaria la notifica alla Commissione europea. I voucher per le famiglie dovrebbero essere lanciati all’inizio del 2018. Lo stesso per le imprese, fatta salva una fetta del valore di circa 100 milioni giù deliberati (risalgono addirittura al decreto Destinazione Italia del 2013) e che dovrebbe diventare disponibile già entro l’anno.

I servizi digitali avanzati

Non è ancora deciso quale sarà la soglia ultrabroadband che fa scattare il contributo ma si pensa a un livello ambizioso: 100 megabit/secondo. Se per le famiglie definire i servizi ammissibili è molto semplice – allaccio a una connessione ultrabroadband, primo canone di abbonamento – per le imprese il ragionamento è molto più ampio. In questo caso entra in gioco la digitalizzazione dei processi produttivi ormai nota come Industria 4.0 e l’impegno ad investire in innovazione. I voucher sarebbero concessi a fronte di un co-finanziamento della stessa azienda, per il 30-40% dell’intervento che riguarderà l’acquisto di servizi digitali a valore aggiunto e l’eventuale cablaggio interno. Qualche esempio: archiviazione e fatturazione elettronica in cloud, storage in data center, hosting, sicurezza online, soluzioni e-commerce, messaggistica in broadcast, sales/work force automation, office automation in cloud, audio-videoconferenza evoluta, unified communication fisso/mobile.

Nella fase di implementazione si capirà esattamente in quali località si potrà accedere ai voucher. Per ora la stima preliminare del perimetro di riferimento indica circa 4,1 milioni di numeri civici, destinati ad aumentare progressivamente al crescere della copertura della rete.

Sorgente: Banda ultralarga: 10mila euro a impresa, 150 a famiglia – Il Sole 24 ORE